Cucinare con la piastra ad induzione: vantaggi e svantaggi

Prima di illustrare all’interno di questa guida i vantaggi e gli svantaggi delle innovative piastre a induzione, cosa buona e giusta è proporre un breve incipit riguardo il loro funzionamento. Contrariamente ai fornelli tradizionali, una piastra ad induzione non ha necessità alcuna di gas, in quanto si avvale della produzione di energia elettrica a sua volta propagata da una bobina situata al di sotto di una piastra solitamente composta da vetroceramica. Rifacendosi a ciò che è stato appena affermato, il rischio di eventuali e rischiose fughe di gas è interamente debellato. Rimanendo nell’ambito dei vantaggi e procedendo con tale lista, altro particolare da non sottovalutare è un aspetto esteriore se non altro interessante.

Piastre ad induzione: le caratteristiche

La superficie liscia e priva di qualsiasi ulteriore artifizio è senza ombra di dubbio alcuna godibile agli occhi di chi la osserva. Terzo aspetto degno di nota è legato ai rischi di scottatura, anche questi portati ai minimi termini grazie al fatto che la zona circostante a quella di cottura rimane sempre e comunque fredda al tatto. A proposito della zona di cottura, questa consente una dispersione del calore più uniforme, con risultati che non potranno che essere migliori rispetto a qualsiasi altro piano di cottura. Un ottima notizia per le casalinghe che, grazie alla superficie liscia, non perderanno più tempi esagerati nella pulizia. Ultimo vantaggio, non in ordine di importanza tuttavia, è la facoltà da parte del cuciniere di regolare comodamente la temperatura con la quale cuocere i propri cibi, un tocco di professionalità in più donata anche a chi reputa la cucina un semplice hobby. Trasferendo ora lo sguardo sui potenziali svantaggi, impossibile omettere il considerevole dispendio energetico, con una buona parte del pentolame in proprio possesso che dovrà essere inevitabilmente rimpiazzato. Questo perché le bobine presenti non riescono ad essere attivate nè con le padelle con rivestimento in alluminio, nè tanto meno con quelle in ceramica, rame o terracotta. E il prezzo? Codesto parametro, rispetto ai primi anni di commercializzazione, risulta in calo, ma ancora elevato rispetto ai piani cottura classici.

Scelta dei materiali per le piastre ad induzione

In chiusura di codesta guida, è opportuno passare al piano prettamente pratico. Prendendo un caso esemplificativo, come quello della carne, verranno riportati in seguito alcuni consigli utili a proposito. Come menzionato in precedenza, la scelta dei materiali è fondamentale. Con particolare riguardo alla carne, le scelte migliori possibili sono di gran lunga l’acciaio inox ed il ferro. Tuttavia, al fine di evitare che la carne si attacchi al fondo di cottura, è una buona dritta quella di versare un pò più di olio, senza tuttavia esagerare con le proporzioni. In qualsiasi preparazione, può succedere che venga versato sul piano qualche traccia di olio o di condimento. Trattandosi, nel caso di un piano a induzione, di una superficie comunque incandescente, prima della pulizia sarebbe meglio far raffreddare la parte incriminata. Tornando nuovamente alla carne (cucinabile anche con la migliore piastra induzione portatile) , la possibilità di regolare la temperatura di cottura consente di avvalersi di alte temperature che, soprattutto nel caso delle carni bovine, consentirebbero di cuocere uniformemente la superficie del taglio, lasciandone morbido e vellutato l’interno.